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Festival dei Giovani a Medugorje (1-7 agosto 2010): testimonianze
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Mi chiamo Alessandro e ho 17 anni. Prima di condividere la mia esperienza al Festival devo ringraziare mio fratello Emanuele: è grazie a lui, che mi ha contagiato con il suo entusiasmo, se sono andato a Medugorje. Sono stato spinto, più che altro, dalla curiosità, avendone sentito parlare spesso; però adesso posso dire che ciò che mi è rimasto dentro è molto più di quello che potevo immaginare! Prima di andare al Festival non pregavo molto e la mia fede era messa a dura prova, ma Medugorje mi ha aiutato a rimettermi in carreggiata. Soprattutto ho riscoperto la preghiera, con cui si può veramente sentire il Signore vicino e capire veramente come e quanto agisce Maria, attraverso le testimonianze di numerose persone la cui vita è cambiata o hanno ricevuto una grazia. Mi ha colpito molto anche la storia di don Kreso, a Mostar, dove vive in una situazione terribile sotto la forte pressione dei musulmani e tuttavia trova la forza di andare avanti e di rimanere fedele alla sua missione: nella lotta quotidiana e nei momenti più bui è in Gesù che egli trova la forza di continuare a testimoniare il Vangelo. Don Kreso è solo uno dei tanti uomini e donne dotati di grande fede che si possono incontrare in occasione del Festival, basti solo citare suor Elvira con la sua comunità Cenacolo o suor Cornelia con la comunità di bambini, che purtroppo non ho visitato, per non parlare dei veggenti. Un altro fatto che sicuramente mi ha colpito è stato vedere le migliaia di persone arrivate lì da tutto il mondo che partecipavano alla Messa serale con grande entusiasmo cantando e ballando, ma poi su tutti (o quasi) il silenzio è calato durante l’Eucarestia e l’adorazione, e tutti composti, senza agitarsi, in fila a ricevere l’Eucarestia. Ma allora c’è da chiedersi: cosa spinge un persona, un giovane, a percorrere migliaia di chilometri ( alcuni arrivano dalla Cina e dagli Stati Uniti) e spendere tanti soldi per raggiungere Medugorje se non la convinzione di ciò in cui crede e di quello che lì accade? Convinzione che sicuramente arriva da dentro, non solo per sentito dire. Ci tengo a sottolineare che il Festival non l’ho vissuto isolandomi da tutto e da tutti, ma insieme con gli amici che conoscevo e che ho conosciuto là, con cui mi sono divertito e ho riso, ma con loro e da solo ho anche pregato tanto, sicuramente come non avevo mai fatto prima. L’unico rimpianto è di non aver partecipato a tutto quello che un pellegrino poteva vivere; nonostante ciò sono tornato con uno spirito rinnovato e con una fede sicuramente un po’ più salda. L’importante è partecipare con lo spirito giusto e accostarsi a questo pellegrinaggio nella maniera migliore, approfittando dell’atmosfera di preghiera e serena allegria che lì si può trovare. Ringrazio infine tutte le persone che ho conosciuto lì e con cui ho parlato, nella speranza di ritrovarli il prossimo anno e di vivere più intensamente questa bella esperienza che è il Festival dei Giovani di Medugorje.
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Mi chiamo Luca e ho 15 anni. Ho trascorso un'infanzia molto difficile a causa dei gravi problemi di salute dei miei genitori, ma ho sempre avuto fede e dentro di me sentivo che si sarebbe risolto tutto. Nell'agosto del 2008 ho partecipato al Festival dei Giovani a Medugorje che, inizialmente, avevo preso con distacco, ma mi è bastato un giorno per accorgermi dell'atmosfera presente in quel paesino. Ritornati da questa splendida esperienza , dopo poco tempo, precisamente il 18 febbraio del 2009, mia mamma lascia questo mondo a causa di un peggioramento della sua malattia: il cancro. Dopo questo duro colpo non mi sono perso d'animo, anzi, mi sono affezionato ancor di più a Medugorje perchè è stato, appunto, l'ultimo viaggio insieme con mia madre. Da quel momento non ho più perso un Festival dei Giovani a Medugorje. Maria ti ringrazio! Viva Gesù! A tutti i ragazzi/e che leggono questo messaggio rivolgo l’invito a venire con noi il prossimo anno per vivere un’esperienza bellissima con altri 100.000 giovani da tutto il mondo.
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Mi chiamo Riccardo e ho 19 anni. Il Festival dei Giovani è stata un’ esperienza unica nel suo genere. Non era la mia prima volta che andavo a Medugorje, ma la prima in occasione di questo evento. E’ una tappa della vita che va vissuta con le persone giuste, e, per mia fortuna, ho sempre trovato guide e accompagnatori in grado di aiutarmi a comprendere le cose più importanti in questo luogo benedetto. A Medugorje prima di trovare grandi cose, trovi la pace in te, semplicemente ti risveglia. Tutto quello che hai nel cuore, l'amore per te stesso, per il prossimo, per Dio, viene risvegliato dal calore che le persone ti trasmettono e che la celeste presenza di Maria dona a tutti quelli che si fanno suo mezzo. Si perché Maria ci chiede di farci portatori di amore, speranza, fede, soprattutto perché il vero pellegrinaggio inizia quando ritorni nella tua realtà, quando devi portare nel tuo piccolo mondo quello che hai trovato a Medugorje, quando devi trasmettere agli altri tutto quello che la gioia di quel posto ti ha trasmesso. Una delle esperienze più belle era la celebrazione della Messa, penso fosse il momento più sentito perché radunava davvero tutti quelli che erano presenti, ed era fatta in modo che tutti potessero parteciparvi, poi durante la comunione vedevi davvero tantissime persone che aspettavano in preghiera l'arrivo di Gesù nel proprio cuore, altri che invece sapevano di non essere in pace ne con se stessi ne con Dio, e non sentendosi di accoglierlo fisicamente, pregavano sempre più intensamente. L'adorazione eucaristica, poi, con l'aiuto del sacerdote, ti aiuta davvero ad accogliere Gesù nel migliore dei modi, a viverlo dentro di te, Lui che si fa umile come il pane pur di invadere il tuo cuore col suo Amore.
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| Dalla viva voce dei nostri missionari ho saputo di una città spettrale, disseminata di cadaveri, totalmente abbandonata, senza nulla che funzioni, non più ospedali, negozi, chiese, uffici, banche, carceri
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| Torino 2 maggio 2010:
discorso del Papa ai giovani in occasione della visita per l’ostensione della Sindone
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| ...Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei una creatura finita. Sono nato e mi sento dissolvere...
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| La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l’acqua e l’aria, doni di Dio Creatore per tutti
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| Il discorso del Papa in occasione della Festa di Pentecoste
(domenica 23 maggio 2010)
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| Per ogni volta che il mio petto respira, per ogni volta che batte il mio cuore, per ogni volta che pulsa il sangue nel mio organismo, per altrettante migliaia di volte desidero esaltare la Tua Misericordia, o Trinità Santissima.
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| Cari fratelli e sorelle!
Vi reco l’annuncio della Pasqua con queste parole della Liturgia, che riecheggiano l’antichissimo inno di lode degli ebrei dopo il passaggio del Mar Rosso.
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