La storia di AMMP

L’idea di riunire un gruppo di persone che fossero disponibili a dedicare un po’ del loro tempo in favore di persone in gravi difficoltà economiche, malate e sofferenti è nata in seguito all’ultimo sanguinoso conflitto nella ex-Jugoslavia (1991-1995). Durante questi anni molte persone hanno partecipato a diverse spedizioni umanitarie sia in Croazia sia nella Bosnia Herzegovina. Oltre al trasporto di generi di prima necessità e medicinali, un gruppo di amici di Torino ha collaborato alla costruzione di un centro di accoglienza per bambini orfani a Citluk, a circa 30 km. da Mostar. Questo centro denominato “Centro Familiare Giovanni Paolo II” è stato inaugurato il 25/6/1996.

Il 7/11/1996 a Torino è stato costituito il Comitato Maria Madre della Provvidenza con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno del centro per bambini orfani. Da qui è iniziata la nostra storia. Fin dalle sue origini il Comitato ha fatto della preghiera la pietra miliare da cui partire per testimoniare la carità. A Maria abbiamo affidato il compito di vegliare e di pregare perché ogni nostro progetto e ogni nostra iniziativa ci porti ad amare di più i nostri fratelli che vivono nel bisogno e nella sofferenza, a lodare Dio, sapendo con certezza che la Divina Provvidenza non ci farà mai mancare nulla.

Dalla Bosnia Herzegovina l’amore di Cristo per i fratelli in difficoltà ci ha spinti a testimoniare la solidarietà in Italia e in altre nazioni.

Nel 1997 nell’ Italia centrale ci fu un forte terremoto che colpì le regioni delle Marche e dell’Umbria. Emblematico di quella catastrofe fu il crollo della volta nella Basilica di San Francesco ad Assisi. Il 26 settembre 1997 è una data che per molti abitanti di Umbria e Marche resterà scolpita a lungo nella memoria. Come Comitato siamo stati chiamati ad aiutare un parroco nella città di Foligno in provincia di Perugia. Con alcuni furgoni abbiamo portato generi alimentari, coperte, medicinali  e abbiamo acquistato  e installato un impianto elettrico in un grande prefabbricato adibito a scuola materna ed elementare.

Tra il 1998 e il 1999 abbiamo contribuito, sia con raccolte fondi e sia con l’invio di numerose squadre di volontari, alla costruzione di un ospedale per 140 posti letto nella città di Nyapea nel distretto di Zombo, sottoregione del Nilo occidentale, nella regione settentrionale dell’Uganda, sotto la direzione del diacono permanente Giorgio Giampietro (deceduto nel 2018) della parrocchia di Saint Vincent (AO). Giorgio era una persona straordinaria di grande fede e grazie alla sua lunga esperienza come artigiano edile ha diretto i lavori in modo encomiabile.

Tra il 1999 e il 2000 abbiamo dato vita al progetto “Agrovita Mostar” per rivitalizzare l’agricoltura e l’allevamento a Mostar (Bosnia Herzegovina) e nella provincia. In questo grande progetto il Comitato ha coinvolto la Missione Arcobaleno, la Federazione Provinciale dei Coltivatori Diretti di Torino, la Fondazione CRT, la Regione Piemonte, la Caritas Diocesana di Torino e la Caritas Diocesana di Mostar. Sono stati raccolti oltre 2 miliardi di Lire. Le cose più importanti realizzate sono state: creazione di cooperative agricole fornendo ai contadini mucche, maiali e pecore; acquisizione di molti ettari di terra per impiantare vigne e ricostruzione e ampliamento della centrale del latte di Mostar (Movita) per creare nuovi posti di lavoro.  Lo slogan che il Comitato aveva lanciato per questo progetto era ”Una mucca per la vita” (jedna krava za zivot in lingua croata).

Tra il 13 e 17 di ottobre del 2000 ci fu una grande alluvione nel Nord Ovest dell’Italia, sopratutto in Piemonte,  una tra le peggiori che abbia mai colpito questa regione. Più di 500 millimetri di pioggia in poche ore: un incubo di acqua e fango portato dal ciclone Josefine. Esondarono 18 fiumi, i principali furono Dora Baltea, Dora Riparia, Orco, Sangone, Stura, Tanaro, e infine il Po, che raggiunse la portata record di 13.900 metri cubi al secondo, sommergono Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Numerosi volontari del Comitato si misero in azione e, oltre a raccogliere fondi, aiutarono la protezione civile a spalare fango e soccorrere persone in difficoltà. Il nostro aiuto si focalizzò soprattutto a Torino e a Santo Stefano Belbo (CN).

Nel 2001 abbiamo dato vita al progetto “Auxilum” per assistere famiglie e persone anziane in gravi difficoltà economiche mediante contributi in denaro per pagamento di utenze varie (luce, gas, affitti e riscaldamento).  L’ Associazione si impegna anche nella ricerca di posti di lavoro e nel reperimento di alloggi per le situazioni più gravi e urgenti.

Nel 2006 abbiamo iniziato una collaborazione con i religiosi camilliani di Torino per la costruzione del Foyer Bethlèem a Port au Prince, ad Haiti, per la cura e l’assistenza a bambini disabili. Ad Haiti il 75% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà, in molti casi senza acqua ed elettricità. Il 70% della forza lavoro è senza occupazione e l’agricoltura non è in grado di soddisfare il fabbisogno degli abitanti. Gli haitiani devono la loro sopravvivenza quasi esclusivamente agli aiuti internazionali e alle rimesse degli immigrati. E il quadro diventa ancora più drammatico se si considera che corruzione e violenza continuano a crescere. L’ Associazione ha raccolto fondi e inviato diversi volontari.

Nel 2008 parte il progetto “I cinque pani” un sostegno a livello alimentare per famiglie e persone anziane in situazioni precarie che ha visto il coinvolgimento di numerose parrocchie della diocesi di Torino. L’ Associazione si occupa di reperire supermercati nel territorio delle parrocchie e assegna ad ognuna un punto vendita. Tutti gli alimenti raccolti dai volontari delle parrocchie rimangono a loro e verranno poi distribuiti agli indigenti.

Nel 2009   ha inizio in Mozambico il progetto “Kanimambo”. I volontari di questa sede hanno in cuore progetti umanitari ispirati alle parole di San Giovanni Paolo II:

Donare crea futuro …Donare crea giustizia. Essi hanno il desiderio di soccorrere il mondo infantile dell’Africa, soggetto a frequente mortalità a causa delle condizioni di estrema povertà, malnutrizione, malattie. Per questo collaborano con il personale missionario e con il clero diocesano in Mozambico dove in centri appositi sono accolti bambini orfani, abbandonati, fanciulli di strada esposti a crescere senza istruzione e divenire preda facile di soprusi d’ogni genere. Con iniziative varie si propongono di raccogliere aiuti concreti per intervenire nelle realtà più bisognose del Mozambico e contribuire al miglioramento delle condizioni di vita in cui buona parte della popolazione deve vivere.

Nel 2013 prende il via a Torino la “mensa domenicale” per famiglie disagiate che vivono nel quartiere popolare San Paolo di Torino. La mensa si trova presso l’Istituto Madre Mazzarello delle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice. Gli ospiti vengono inviati dalle parrocchie che compongono l’unità pastorale del quartiere. Il pasto domenicale consiste in un primo, secondo, contorno, pane, frutta e caffè. Gli alimenti vengono acquistati direttamente dall’Associazione al sabato e poi cucinati alla domenica mattina dai volontari.

Nel 2014 inizia il progetto nella Guinea Conakry denominato “Centro di formazione culturale e spirituale Abbè Joseph Treves e Innocenzo Treves”. Il costo totale di questo progetto è stato sostenuto da due benefattori della nostra Associazione, Maria e Mario Treves della Valle d’Aosta. L’obiettivo globale del progetto è stato quello di favorire una educazione di qualità per tutti, mentre gli obiettivi specifici sono stati:

  1. a) costruzione di ambienti scolastici per renderli più attraenti per i bambini;
  2. b) diminuire il tasso di abbandono scolastico;
  3. c) aumentare il tasso di completamento dell’istruzione primaria;
  4. d) formare e coinvolgere i genitori nella gestione e nel funzionamento della scuola;
  5. e) favorire una professionalizzazione degli insegnanti attraverso sessioni periodiche di formazione. Il progetto viene terminato nel 2017.

Nel 2015 viene avviato il progetto “SOS Vita” con i nostri volontari della Lombardia. L’aborto è la soppressione della vita di un essere umano durante lo sviluppo prenatale. Esso è pertanto un vero e proprio omicidio che molti Stati, compresa la nostra “democratica” Italia, consentono legalmente. Si calcola che ogni anno, nel mondo, vengono uccisi 50 milioni di esseri umani mediante l’aborto procurato. In Italia si praticano legalmente, ogni anno, circa 140.000 aborti. Alcuni volontari dell’Associazione essendo operatori sanitari aiutano le mamme che non vogliono abortire e, oltre ad un aiuto psicologico, viene fornito loro un sostegno economico.

Nel 2016 apre anche la “mensa serale” per persone senza fissa dimora. La mensa è aperta 365 giorni all’anno e non chiude mai, neanche d’estate. L’ Associazione ha coinvolto in questo progetto la Caritas diocesana di Torino, la congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane e la cooperativa Gruppo Arco. I pasti sono forniti da una ditta di catering e sono pagati direttamente dalla Caritas. La struttura si trova nei locali dell’Istituto Arti e Mestieri di proprietà dei Fratelli delle Scuole Cristiane, nel quartiere San Paolo. I volontari di questa mensa sono tutti della nostra Associazione.

Nel 2019 si unisce ai 5 Pani il gruppo di amici del “Dolce di San Giovanni” che nella preghiera aiutano le persone ad affrontare nuove situazioni e nuovi stimoli per vivere nella Gioia una Vita Nuova. Il progetto prevede che i proventi siano donati alle associazioni che si occupano di bambini abusati, in grosse difficoltà e associazioni che seguono detenuti in fase di riabilitazione. Il Dolce di San Giovanni è stato benedetto al Duomo di San Giovanni Battista il 24 Giugno 2018, diventando così il Dolce della città, della Gioia e della Nuova Vita per tutti.

Nel 2019 alcuni artisti di fama nazionale e internazionale donano alla nostra Associazione una trentina di opere a sostegno delle nostre iniziative. Parte così il progetto “adottaunoperabuona”. Le opere vengono esposte da giugno a luglio del 2019 a Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale del Piemonte, e nel febbraio del 2020 a Firenze nella Basilica di San Lorenzo.

 

 

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