ADOTTA UN’OPERA BUONA

Tra Giugno e Luglio 2019 AMMP ha organizzato la mostra di pittura e scultura TRANSITI a scopo di beneficienza (curatrice Raffaella Caruso). Gli artisti che hanno partecipato, tutti quotati a livello nazionale e internazionale, hanno donato le loro opere ad AMMP che, a sua volta, ne farà omaggio ad eventuali benefattori a fronte di erogazioni liberali di valore minimo di € 1.200,00 (valore in aggiornamento).

Oggi desideriamo proseguire con lo stesso slancio nel creare un connubio tra arte e bontà.

Dal 19 al 21 novembre 2020, su ispirazione di Papa Francesco, si terrà ad Assisi l’incontro “The Economy of Francesco”. Convegno mondiale tra economisti, imprenditori e change makers, under 35, che avranno il compito di lavorare ad un nuovo paradigma economico.

L’iniziativa di AMMP consiste nel mettere a disposizione dei benefattori opere d’arte e con i proventi che deriveranno dalle loro elargizioni sostenere le Borse di Partecipazione al convegno di giovani provenienti da paesi in via di sviluppo o che vivono situazioni di difficoltà. I benefattori riceveranno in omaggio l’opera d’arte da loro scelta.

Lo sguardo di 31 artisti racconta il viaggio verso terre nuove

La mostra TRANSITI

Esistono mostre che nascono da precise volontà e che poi affidate al caso si compongono strada facendo seguendo vie inaspettate, ma incredibilmente coincidenti con l’intento del curatore. Così la mostra si è arricchita di contenuti assolutamente congruenti gli uni agli altri.

Abbiamo sperimentato in questo percorso un team che ha unito le competenze del curatore alla pratica del mestiere d’artista: Antonio Ciarallo si è reso infatti promotore presso l’Associazione Madre Maria della Provvidenza dell’iniziativa, individuando nella figura dell’artista precise responsabilità sociali.

D’altronde l’arte parla un linguaggio universale e ha in sé non solo gioia e bellezza ma anche dolore e tribolazione, colpisce il cuore ma induce ragionamenti, provoca dubbi, offrendo a volte soluzioni. Il lavoro congiunto di curatore e artista nell’ambito di un’esposizione collettiva di cui egli non è attore principale, è stato un interessantissimo esperimento che ha indirizzato la mostra su binari aperti a ogni sensibilità, nella più ampia pluralità di tecniche, linguaggi, appartenenza etnica, politica, di genere e generazionale.